Quando i media ingigantiscono le cose…

bullet, gun, fruit, media, scoop, rage, …lo fanno perché c’è un ritorno. Solo per questo. Accade così che un banco “tirato” da un’insegnante (gesto grave ma un po’ difficile da credere: chi è quest’insegnante? Hulk?) in realtà sia stato “solo” spinto. Che una spinta si trasformi in una rissa, il tagliaunghie invece in una spada e via scrivendo. Compresa questa “paura”, che si trova su tutti i titoli dei giornali, per qualsiasi cosa accada. Continue reading “Quando i media ingigantiscono le cose…”

Scienza: il winter blues si combatte passeggiando al cinema con gli amici. Durante il film

image E’ di lunedi’ 21 gennaio 2013 la notiziabomba, di quelle imperdibili, apparsa sull’Ansa: passeggiare fa bene.
Eh gia’, avete capito giusto: insieme ad altre attivita’ super normali, come andare a vedere un film, uscire presto al mattino quando c’e’ il sole, trascorrere tempo con altre persone, mangiare cibi nutrienti ed essere pazienti, passeggiate & co.farebbero bene al corpo, alla mente e, per chi ci crede, allo spirito.
Continue reading “Scienza: il winter blues si combatte passeggiando al cinema con gli amici. Durante il film”

Si chiama Silvio Berlusconi, ma è un bambino ghanese e crede che il vero Silvio sia suo nonno

Silvio Berlusconi Boahene e suo padreEsiste un altro Silvio Berlusconi. Uno scherzo della natura, dirà qualcuno. E invece no. E’ un bambino ghanese a cui il padre, un operaio metalmeccanico di Modena, immigrato a suo tempo dal Ghana, ha dato come nome di battesimo Silvio Berlusconi, in aggiunta al cognome, Boahene.
Continue reading “Si chiama Silvio Berlusconi, ma è un bambino ghanese e crede che il vero Silvio sia suo nonno”

Si collega a Facebook durante un furto in casa, arrestato

Ladro arrestato per essersi collegato a FbIncredibile storia di un’Italia sempre più mediatica, sempre più mediocre. La notizia non è nuovissima ma è di quelle che lasciano il segno. Lasciano il segno esattamente come il ladro che, mentre stava rubando all’interno di un appartamento di Roma, ha lasciato le sue tracce collegandosi a Facebook, il popolare sociale network.

Un 26enne di Albano Laziale, piccolo Comune alle porte di Roma, è stato arrestato dopo un furto in un’abitazione: i Carabinieri sono risaliti alla sua identità dalle tracce che lui stesso ha lasciato sul sito. Si era collegato proprio durante il furto nell’appartamento di un uomo di 52 anni del posto dove aveva trovato un pc acceso. Non aveva resistito a collegarsi con le sue credenziali per comunicare con i suoi amici anche mentre stava rubando.

Della notizia, subito dopo la sua diffusione sono stati dati alcuni commenti.
Scrive Lupin III: “unico lato positivo del basso livello di alfabetizzazione informatica in Italia. Mi meraviglio che fosse in grado di collegarsi a internet…“, mentre per Rantapum “gli assidui di questo sito (o network) in generale hanno più in socialità che in materia grigia“. Uno sguardo anche all’estero da Guascone: “quest’uomo è l’immagine di una popolazione di bassissima leva culturale…e hanno ragione gli altri paesi del mondo a prenderci per i fondelli…

Storie d’Italia di un altro secolo. Buio.

Fonte: Repubblica.

Lasciano i tre piccoli figli in pizzeria e scappano

Quando l’ho letto non ci volevo credere…ma la gente che cazzo c’ha nella testa?

La storia praticamente s’è svolta così:
Aosta, escono da pizzeria per fumare e abbandonano i tre figli piccoli di leiUn uomo e una donna di Finnentrop (Germania), con i loro tre figli di 6-4 anni e il terzo di 7 mesi, domenica 19 sono andati in una pizzeria di Aosta verso le 20:30. Alle 21:15 i due adulti – Ina Remhof, 26 anni, e Sasha Schmidt, 24 anni – escono per fumarsi una sigaretta e non rientrano più.

Alle 21,30 il titolare del locale è uscito a cercare la coppia ma non ha trovato più nessuno e avvisato la polizia. L’auto della coppia è stata trovata più tardi, poco lontano dal locale: ma di loro, nessuna traccia. Sulla vicenda indaga la procura. Ora sono in corso le ricerche, in Italia ma anche all’estero, attraverso l’Interpol. Sembra che fossero in cattive acque. E ‘na madonna! Continua a leggere l’articolo su Repubblica.

The Pirate Bay, un anno di carcere e maxi-multa

https://i1.wp.com/www.sitissimo.com/wp-content/uploads/2008/11/the_pirate_bay_logo.jpgI tre responsabili del sito The Pirate Bay e il loro finanziatore sono stati condannati a un anno di prigione ciascuno e a 2,7 milioni di euro di multa complessivi, ma ricorreranno in appello. Lo stabilisce la sentenza del processo conclusosi nel tribunale di Stoccolma. Anche se l’80% del materiale scambiato su Pirate Bay è legale, la baia dei pirati è stata condannata per aver facilitato la pirateria. In Svezia proteste davanti al tribunale hanno seguito il verdetto. La lettura della sentenza dovrà chiarire se un motore di ricerca sia responsabile o meno per gli eventuali reati commessi dai suoi 25 milioni di utenti.

Ora il punto sarà conoscere i termini e le motivazioni della sentenza, per capire perché è stato condannato un sito che in fondo è solo un “open databasedi file torrent, più sofisticato di semplici Internet link, insomma, un motore di ricerca come Google: “Sollecitati dalla stessa query wall-e, il film della Pixar, Google dà la possibilità di scaricare 5.800 file torrent mentre la Baia di pirati solo 979. Meno di un quinto“.

Continua a leggere su Vnunet.it

Pubblicità, tempo due anni e il telefonino ci seppellirà di spot

Ovviamente a dirlo non sono io, ma un articolo apparso su Affari e Finanza (supplemento de Il Lunedì di Repubblica) del 9 marzo 09. Il succo ve lo cito qui, poi se volete vi metto a disposizione il testo dell’articolo così se avete voglia lo leggete da soli che male non vi fa!

spotsulcellulareAllora, la situazione è questa: nel mondo ci sono 4 miliardi di cellulari palmari e simili mentre un “solo” miliardo di pc. Il mercato pubblicitario sta guardando con interesse già da tempo il dispositivo più utilizzato al mondo: non la lavatrice ma il telefonino con cui “giochiamo” ogni momento della nostra inutilissima vita. La raccolta degli investimenti è ancora minima, ma, assicurano gli espertoni, tutto è pronto per il decollo su questo nuovo “medium”.

Manca all’appello un pò più di presenza degli smartphone con i loro browser e il Gps, che colpa non loro, sono ancora poco diffusi. Tranquilli, in un paio di anni la situazione si risolve e noi saremo invasi dalla pubblicità anche su quella che consideriamo una nostra protesi (se dell’orecchio, della mano o del pisello, scegliete voi!). Ecco qui il Pdf dell’articolo così potete andare avanti nella lettura. L’immagine è un trancio preso dall’articolo. Tutti i diritti sono di Affari e Finanza. La nostra quiete pure.