Quando i media ingigantiscono le cose…

bullet, gun, fruit, media, scoop, rage, …lo fanno perché c’è un ritorno. Solo per questo. Accade così che un banco “tirato” da un’insegnante (gesto grave ma un po’ difficile da credere: chi è quest’insegnante? Hulk?) in realtà sia stato “solo” spinto. Che una spinta si trasformi in una rissa, il tagliaunghie invece in una spada e via scrivendo. Compresa questa “paura”, che si trova su tutti i titoli dei giornali, per qualsiasi cosa accada.

Un atteggiamento sensazionalista che non ha mai portato bene in termini di fiducia del lettore verso la testata singola (ma lo stesso vale per l’intero panorama di quotidiani): tutti sono ben consapevoli di quanto la categoria dei giornalisti sia disprezzata e odiata anche se spesso non sono loro a fare i titoli. Però. C’è un però.
Il sensazionalismo è utile per l’aspetto economico: il numero di visualizzazioni (per quanto riguarda le testate telematiche on line) o di copie vendute (per quanto riguarda invece i giornali cartacei) cresce a dismisura se nei titoli o sottotitoli compare il dramma, il pericolo, la notorietà o qualche aspetto osé. E via allora con “Sfiorata la tragedia“; “feroce rissa“; il vip del momento arrestato per qualche scandalo; “gli amanti focosi del condominio…“; il politico che dà “uno schiaffo” all’altro… e si potrebbe continuare per diverse righe con gli esempi della cultura dello “scoop per forza“.

giornali, quotidiani, stampa, press, journal, mediaSiamo diventati per caso un popolo di chiacchieroni superficiali, sadici guardoni o curiosoni troppo invadenti? Forse si: altrimenti non si spiegherebbe perché i giornalisti vengano continuamente spinti dai direttori delle testate nazionali (ma ormai è prassi anche in quelli locali) a bussare nelle case dove si è consumata una tragedia, a intervistare l’uomo che ha perso la moglie, il fortunato che ha vinto un milione o la suora che è diventata madre in un convento. Ma cosa volete che vi dica? Ormai lo sappiamo tutti cosa dirà. Probabilmente piangerà davanti alle telecamere, riderà come un ebete se ha vinto la lotteria.

Forse è il momento di fare un passo indietro e di spegnere queste telecamere.

Ah, dimenticavo: lo sapevate che all’Expo di Milano verrà svelato il segreto della lunga vita?

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