Omicidio Sandri, nessuna sospensione per l’agente Spaccarotella

Uno striscione per ricordare Gabriele Sandri (Lapresse)
Striscione per il tifoso laziale Gabriele Sandri

«Davanti all’ uso della pistola per sedare una rissa non si può non parlare di avventatezza. Dissi che mi assumevo la responsabilità di questa morte e lo confermo oggi». Parla il capo della polizia, Antonio Manganelli, ricordando il primo anniversario della morte di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola partito all’agente Luigi Spaccarotella. L’udienza preliminare per Spaccarotella si terrà il 16 gennaio davanti al gup di Arezzo. L’agente, che ha chiesto perdono ai genitori di Sandri e sollecitato un incontro che però non c’è stato, è accusato di omicidio volontario. I suoi legali hanno annunciato che chiederanno il rito abbreviato, formula che consente la riduzione di un terzo della pena. Dopo l’omicidio, l’agente, che era in servizio alla polizia stradale di Battifolle, è stato trasferito prima alla polizia ferroviaria di Firenze e poi all’ufficio interprovinciale tecnico logistico di Firenze, sempre con compiti d’ufficio. Un iter che non è piaciuto ad alcuni deputati del Pdl che hanno presentato al ministro dell’Interno Maroni un’interrogazione sul perché Spaccarotella non sia stato sospeso né abbia subito alcun provvedimento disciplinare. Fonte: Corriere della sera.

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