Legge 133/08: ecco da dove vengono i tagli all’università

Ecco,in poche righe, quelli che sono gli articoli che interessano l’Università della legge 133/08.
Innanzitutto bisogna dire che non si tratta di una riforma della scuola e dell’università, ma si tratta di un decreto collegato alla legge finanziaria, e quindi sono direttive che provengono dal ministro Tremonti.

Legge 6 agosto 2008, n. 133

“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 – Suppl. Ordinario n. 196

Articolo 16
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università.
In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

Articolo 66 comma 13
…In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

Fonte: A RUOTA LIBERA.

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2 pensieri su “Legge 133/08: ecco da dove vengono i tagli all’università

  1. Da non confondere con il decreto legge gelmini 137/08.

    Art. 1: sensibilizzazione all’educazione civica.
    Art. 2: voto in condotta fa media con le altre materie: col 5 si è bocciati.
    Art. 3: torna il voto espresso in decimi.
    Art. 4: torna il maestro unico. I risparmi verranno redistribuiti nello stesso settore scolastico.
    Art. 5: verranno adottati libri di testo per cui l’editore s’è impegnato a mantenerne invariati i contenuti (e i prezzi, spero) per il quinquennio di adozione, evitando così inutili spese di aggiornamento.
    Art. 5bis: chi aveva finito la Ssis e simili è abilitato all’insegnamento e inserito nelle graduatorie in base ai titoli conseguiti.
    Art. 6: la laurea in scienze della formazione abilita all’insegnamento alla scuola primaria o dell’infanzia (in base all’indirizzo prescelto).
    Art. 7: al concorso per l’accesso alle scuole universitarie di specializzazione in medicina e chirurgia possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia (grazie al cazzo).
    Art. 7bis: sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici, i contratti sui lavori oltre il 1-1-06 possono essere rescissi dalle aziende edili, comunicandolo alle regioni. Le nuove risorse e contratti saranno vagliati senza però prevedere peggioramenti per il bilancio (insomma, soldi persi).
    Art. 8: la norma entra in vigore subito.

    Per maggiori info clicca qui!!!

  2. Se nel post ci aggiungi anche l’articolo 14 scoprirai che i tagli all’istruzione servono giusti giusti per finanziare l’expo 2015 di Milano. E il cerchio della finanziaria si chiude.

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