Facebook e la controprotesta dei volenterosi

Su Internet c’é chi protesta contro la protesta nelle università. Sulle pagine di Facebook sono apparsi commenti arrabbiati che denunciano l’impedimento ad esercitare il diritto allo studio. Una contro protesta che – secondo quanto si legge online – approderà questa settimana negli atenei in ordine sparso con volantinaggi e manifestazioni. In pochi giorni gruppi come “Io voglio studiare”, “Occupate casa vostra”, “Diciamo no al blocco delle lezioni”, “Basta con le occupazioni” sono stati presi d’assalto su facebook da chi non vuole sospendere le lezioni, da chi è preoccupato a non riuscire a laurearsi in tempo e a dover pagare altre tasse. Ecco altri commenti: “E’ un mio diritto continuare ad andare a scuola. Non condivido la protesta e non accetto che mi si imponga di non fare lezione”; “gli studenti italiani sono 9 milioni e sole poche migliaia protestano”; “credo sia un sopruso che pochi facinorosi impediscano agli studenti di seguire le lezioni”. Ed ancora: “l’Università italiana fa schifo. Chi protesta vuole proteggere l’Università dei baroni”. “La cosa più bella e vedere il nullafacente di 30 anni ultrafuoricorso che protesta…ahahahahaha…ma vai a studiare”.

Fonte: Ansa.

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6 pensieri su “Facebook e la controprotesta dei volenterosi

  1. spero vi troviate presto nella stessa situazione economica, sociale e lavorativa che oggi mi spinge a incitare chi oggi ha il coraggio di protestare.

  2. Innanzitutto (e parlo per me) sono contro il decreto Gelmini che si risolve praticamente in tagli tagli e ancora tagli alla scuola pubblica: proprio la cosa di cui non aveva bisogno.

    Perchè hai pensato che fossi contro gli studenti che protestano? Se devi venire qui ad augurarci a tutti il male solo perchè ho postato una notizia che riguarda (più che la scuola) feisbuk e i gruppi che si basano su questo network, puoi anche non tornare o magari la prossima volta leggere qualche altro post prima di dare dei giudizi, no?

    Detto per inciso, ci sono già da un pezzo in quella condizione… 😛

  3. il decreto gelmini secondo me è quello che serve alla scuola primaria x mendare a casa un po di personale (bidelli, prof che prendono continuamente il caffè) ed è giustissimo tanto è vero che il decreto gelmini non prevede tagli… i tagli di cui parlate sono la legge 133 di tremonti sull’economia è su questo non sono d’accordo xke basterebbe riamministrare i soldi e tagliare solo gli sprechi non tutto indistintamente e cmq sia i tagli ammontano ad un totale del 3percento del totale.. cifra irrisoria.. chi protesta è un idiot xke npn sa quello che fa e coinvolge tutti gli ignoranti che li stanno appresso…

  4. AI PEZZIDIMMERDA CHE APPOGGIANO LA “RIFORMA” DELL’UNIVERSITÀ (LEGGE 133) E CHE DICONO CHE SOLO I “COMUNISTI” LA CRITICANO.

    LEGGETE:
    http://www.meritonella133.tk/

    APPELLO DI STUDIOSI DI FAMA INTERNAZIONALE, CHE OCCUPANO POSTI DI PRESTIGIO IN TUTTE LE UNIVERSITÀ DEL MONDO E CHE DEFINISCONO LA LEGGE COME UNA VERGOGNA!

    LEGGETE L’APPELLO E VERGOGNATEVI!

    PEZZIDIMMERDA!
    ALLEGO SOLO L’INCIPIT:
    Una università più meritocratica

    La recente approvazione della legge n.133, 6 Agosto 2008, ha riportato l’attenzione del Paese sullo stato dell’Università. Da molti anni esiste un consenso internazionale sul fatto che l’Università italiana soffra di vari e gravi mali che ne impediscono un corretto funzionamento. Le insufficienze sono forse più platealmente evidenti nel campo della ricerca, ma anche sul versante della didattica vi sono evidenti problemi riguardo al numero di fuoricorso, al ridotto numero di laureati rispetto agli iscritti, all’inadeguatezza della formazione universitaria per il mercato del lavoro. In ambito internazionale esiste anche un diffuso consenso secondo cui gran parte di questi mali troverebbe soluzione se si adottasse un sistema di merito che premi le università virtuose ed emargini quelle mediocri. Qualifichiamo come “internazionale” la natura del consenso perché fuori d’Italia nessuno dubita che tale sia il problema, mentre all’interno del Paese, ed all’interno del mondo universitario italiano, ancora poche sono le voci francamente critiche, mentre ancora troppi sono coloro che sostengono che tutto va bene o che i pochi problemi derivano soltanto da scarsità di risorse. Negli ultimi quattro mesi ci hanno rinfrancato le frequenti dichiarazioni in cui il ministro Gelmini affermava di essere consapevole dell’importanza di una riforma meritocratica del settore.

    Il contenuto effettivo della legge 133, per la parte che attiene al settore universitario, ci ha purtroppo delusi.
    SEGUE! LEGGETE IL SEGUITO!

    http://www.meritonella133.tk/

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