Scandalo Palin: quando lo shopping diventa un boomerang

Il guardaroba di Sarah Palin si abbatte su John McCain nel momento di massima difficoltà della campagna repubblicana per la presidenza. Dopo che il partito ha ammesso di aver pagato alla candidata vicepresidente 150.000 dollari in vestiti, e dopo le rivelazioni circa le spese di viaggio per i figli accollate ai contribuenti dell’Alaska da quando è stata eletta governatrice, i sondaggi già impietosi con McCain lo affondano ancora di più: meno 12 punti percentuali, secondo le rilevazioni di oggi, rispetto al senatore democratico Barack Obama.

L’anello debole del campo repubblicano si conferma però proprio lei, la 44enne governatrice dell’Alaska che con la sua aria da “hockey mom” (la “mamma d’America”, semplice e diretta) avrebbe dovuto dare una sferzata di freschezza all’immagine del 72enne eroe del Vietnam McCain. La campagna di immagine si è però ritorta contro i repubblicani, tanto da suscitare reazioni sbalordite tra i commentatori per l’ingenuità o la totale mancanza di “spin” (controllo mediatico) dei consiglieri di McCain. In 24 ore la Palin ha inanellato due scandali proprio sul fronte dove lei stessa batte con più forza nei suoi comizi: il rigore e la semplicità contro la corruttela politica di Washington. Prima le rivelazioni circa il denaro pubblico utilizzato per far viaggiare al seguito della governatrice le sue figlie in più d’una occasione, pubblica o ricreativa. Poi, la tegola più grande, rivelata ieri dal sito “The Politico”: dalla designazione nel ticket, il 29 agosto scorso, a oggi il Comitato elettorale repubblicano avrebbe sborsato qualcosa come 150 mila dollari per il guardaroba della Palin. Oltre 75 mila dollari sono stati spesi da Neiman Marcus e 50 mila da Saks Fifth Avenue a New York in settembre per la Palin e la sua famiglia. Il Comitato si difende dicendo che la candidata aveva bisogno di abiti e scarpe adatte ai diversi climi dei 50 Stati in cui ha fatto campagna in due mesi, e che lei personalmente non ha mai fatto shopping ma tutto è stato acquistato dallo staff.

Polemica devastante in tempi di recessione. La portavoce Schmitt:’era nostra intenzione dare in beneficienza i suoi vestiti a fine campagna’. Ma Joe l’idraulico, tanto declamato da McCain, accetterebbe mai una tragedia simile???

Fonti: Repubblica e Yahoo! Notizie.

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