Divieto di intercettazioni contro i suoi affari

Telefonate registrate? Intercettazioni illegali? Pubblicazioni fastidiose? Da oggi, cari concittadini, niente di tutto ciò potrà più disturbarvi, a meno che non siate dei terroristi o dei mafiosi. Già perchè il presidente del consiglio, volendo fare del bene ai suoi sudditi, ha pensato bene di imporre il divieto di ordinare, fare e pubblicare intercettazioni per indagini che non riguardino fatti di mafia (anche camorra e ‘ndrangheta, ovvio) o terrorismo.

Oltre che per non turbare la praivasi (diritto inalienabile) dei cittadini (gli onesti non dovrebbero fregarsene perchè non hanno nessuna inchiesta che rischia di metterli in carcere, non rubano miliardi, ecc ecc, altrimenti non sarebbero onesti), il ministro della giustizia Angelino (già uno che si chiama così, e non è la Jolie!!!) Alfano ha aggiunto la motivazione dei costi delle intercettazioni: ben il 33% delle spese complessive della giustizia. Sembra a questo punto che anche noi onesti cittadini dobbiamo deprecare l’uso di questo strumento, dato che ci fa sprecare soldi e poi finisce con turbare la praivasi solo dei furbetti del quartierino e simili.

E così, dopo l’infelice (persino la chiesa, con l’ennesima intromissione negli affari dello stato, ha detto implicitamente a Berlusconi di tornare su suoi passi) uscita sugli immigrati e sul loro reato intrinseco, c’è ancora da mettersi le mani nei capelli. Questa volta però non è il solito gruppetto di complottisti, anarchici o comunisti a “denunciare” la situazione anomala, bensì l’Associazione Nazionale Magistrati. Secondo quanto dice il presidente dell’Anm Luca Palamara, “una selezione drastica [degli strumenti adottati nelle indagini e delle intercettazioni, ndr] rischia di restringere la possibilità di indagare”.
Per Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto a Milano e presidente di Magistratura democratica, escludere le intercettazioni significa fare a meno di uno strumento “essenziale” per reati come la corruzione, la concussione, l’insider trading.

Ora, sentite due campane in opposizione di fase: conviene decisamente non intercettare (5 anni di galera) e non pubblicare (spaventando gli editori con multe salatissime) rischiando così che sotto il naso ci passi di tutto, meglio far finta di dormire, piuttosto che indagare dove chi ha potere fa quello che gli pare, non trovate??

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