La stampa estera la sa lunga

ROMA — Quasi sorpresa di dover tornare sui suoi passi, la stampa americana e britannica torna a dare risalto a Silvio Berlusconi. «È un uomo che fa notizia. Considerato che prima o poi in Italia ci saranno elezioni e concorrerà, occuparsene sarà inevitabile», osserva Ian Fisher, giornalista del New York Times che lavora a Roma da tre e anni e mezzo. Fisher ieri ha firmato, con la sua collega Elisabetta Povoledo, un articolo imperniato su questo interrogativo: «Con la caduta di Romano Prodi, gli italiani sono pronti per un’altra dose di Berlusconi?». Ripreso in prima pagina dall’Herald Tribune, il servizio è uscito mentre il corrispondente da Roma del britannico Financial Times, Guy Dinmore, sotto una vignetta con il Cavaliere ipotizzava quasi una risposta a quella domanda. Il titolo del suo articolo era: «Il grande sopravvissuto d’Italia». Sottotitolo: «Il colosso dei media ed ex primo ministro sfida i suoi necrologi politici». Nel testo, la constatazione che «la scienza moderna» ha portato Berlusconi, 71 anni, «a sembrare perfino più giovane e con più capelli rispetto al 2006, quando perse contro Romano Prodi per soli 24 mila voti».
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Ce n’è da rallegrarsene relativamente, per il fondatore di Forza Italia. Perché se nelle prime puntate della sua storia governativa, nel 1994 e nel 2001, la stampa straniera si soffermava soprattutto sul conflitto di interessi tra le sue attività pubbliche e private, adesso l’attenzione si concentra sulla sua longevità politica, inquadrata nella cornice di un’Italia restia a rinnovare la propria classe politica. «Quasi 14 anni dopo il suo primo, breve mandato come primo ministro la macchina ben finanziata di Berlusconi mostra i segni del logorio. Ha un pacemaker impiantato dopo che è svenuto in pubblico nel 2006. I suoi capelli tinti e più forti, la chirurgia plastica, il suo trucco stranamente rossastro (…), tutto questo continua a rimanere parte della ricorrente risata nazionale sotto i baffi», ha sostenuto il New York Times. Titolo: «La lunga ombra di Berlusconi porta il gelo sulla politica italiana». Per il quotidiano americano, ormai Berlusconi non è tanto una «promettente novità». È l’esser rimasto alla guida del centrodestra che lo rende nel sistema politico «la sola scelta quando cade un governo impopolare di centrosinistra come quello di Prodi». Prospettive? «Probabilmente affronterà il popolare sindaco di Roma Walter Veltroni, esperto di media e quasi 20 anni più giovane», ha aggiunto il Nyt. Riportando che Emilio Giannelli, il vignettista, sospira: «Siamo stati a disegnare Berlusconi per 18 anni, e ne siamo stanchi». Commento del quotidiano: «Molti italiani sanno che la questione principale non è tanto Berlusconi, ma lo stesso sistema elettorale italiano, un sistema che offre poche scelte agli elettori». Dice Fisher, a voce: «Abbiamo chiesto un’intervista Berlusconi da giorni. Finora nessuna risposta». Nel frattempo, Dinmore sul Financial Times ha messo in dubbio che i sondaggi sulla vittoria del Cavaliere siano «robusti» e ha fatto notare che gli alleati con i quali cercherà voti erano stati da lui giudicati «ectoplasmi », poi si sono riallineati sia Gianfranco Fini («era furioso per il modo in cui un canale tv di Berlusconi aveva trattato la sua partner più giovane») sia Pier Ferdinando Casini.

Maurizio Caprara
03 febbraio 2008

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