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Si è scoperto che la citazione di Mastella nel suo discorso ["Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine"] non era di Neruda…Fin qui niente di strano, può capitare di sbagliarsi (magari si trattasse solo di una frasetta!!!).
Il bello è invece che Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, che pubblica in Italia le opere del Nobel cileno, ha dovuto fare un comunicato. C’era scritto sia che “i versi banali” non appartengono a uno dei più grandi maestri del novecento ma soprattutto “non credo che Pablo Neruda, che ha speso la vita per grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato dal sentir citare una poesia davvero sua dalla voce di Clemente Mastella”.
Non ne fa una giusta. Ma perchè non va in pensione???
(fonte: La Repubblica)
di MASSIMO GIANNINI
Stavolta è finita sul serio. Il “guerriero”, come l’ha orgogliosamente ribattezzato Diliberto, si è arreso. Triste destino, quello di Romano Prodi. L’unico leader politico di centrosinistra che riesce a vincere contro Silvio Berlusconi per ben due volte, ma per una ragione o per l’altra non riesce a governare per più di 600 giorni. Il Professore ha combattuto fino all’ultimo, ridando uno straccio di orgoglio e un briciolo di dignità a quel pezzo di coalizione che l’ha sostenuto fino all’ultimo. Ma al Senato, il suo vero Vietnam, nulla ha potuto contro il “fuoco amico” dei proto-comunisti alla Turigliatto, dei soliti trasformisti alla Mastella, degli pseudo liberisti alla Dini.
Se avesse compreso fino in fondo la strumentale irriducibilità della scelta ribaltonista consumata dalle truppe mastellate e dal manipolo diniano, oggi forse ci avrebbe risparmiato lo spettacolo, indecente per gli eletti e umiliante per gli elettori, di un Palazzo Madama trasformato in osteria, tra insulti, sputi e bocce di spumante [...].
Per il centrodestra, in mille pezzi solo fino a due settimane fa, quando le mura della Casa delle libertà erano crollate sotto i colpi di piccone della “rivoluzione del predellino” del Cavaliere, si rivede invece un orizzonte unitario. E soprattutto si riapre la strada per Palazzo Chigi. Sarà difficile se non impossibile, perfino per il presidente Napolitano, fermare la “macchina da guerra” berlusconiana, che l’uomo di Arcore vuole lanciata a folle corsa verso il voto anticipato. Con tanti saluti alla crisi dei salari, al tracollo dei mercati, al referendum di Segni e Guzzetta. Sta per cominciare, temiamo, tutto un altro film. Berlusconi Tre. La vendetta. O l’eterno ritorno. Con la stessa legge elettorale, la “porcata” di Calderoli, che ha massacrato il sistema repubblicano. Con un’altra armata Brancaleone, che andrà dal neo-fascista Tilgher al catto-populista Mastella, incrociando l’eversore padano Bossi e forse lo stesso “traditore” toscano Dini. Con l’ennesima accozzaglia di mezzi partitoni e di micro-partitini che, per garantirsi la sopravvivenza, non esitano a tenere in ostaggio un’intera nazione. Povera Italia. Meritava di più.
(24 gennaio 2008)
Mentre c’erano le votazioni al senato, mi sono immaginato Prodi…
“Bella non è” dicea lu porcu sovre lu taolacciu!
Mastella si dimette. Era ora. Era ministro della giustizia, ma ci rendiamo conto? vabbè…dal corriere della sera, alcuni stralci di vari articoli…
Dopo essere stato accusato di concussione, associazione a delinquere, abuso d’ufficio e falso in atti ufficiali, scarica la sua rabbia contro quelle «frange estremiste» della magistratura che hanno arrestato la moglie. Racconta che in questi mesi ha avuto il triplo di avvisi di garanzia rispetto a quelli avuti nella sua carriera trentennale, ma «sono andato avanti», ora vuole rimanere a fianco della moglie…ai domiciliari! ah ah ah…magari l’avesse scelto prima, la polizia tratta bene chi si costituisce!!!
La moglie è stata messa ai domiciliari per un presunto giro di favori. In particolare l’episodio contestato a Sandra riguarderebbe le modalità seguite per una nomina nell’ospedale di Caserta. Tra i destinatari dei provvedimenti ci sono anche il sindaco di Benevento Fausto Pepe, e i consiglieri regionali Fernando Errico, capogruppo dell’Udeur, e Nicola Ferraro. Inoltre è stato notificato un provvedimento di sospensione anche al prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano, e al presidente del Tar della Campania, Ugo De Maio. Che schifo, ci sarà sotto un inciucio gigantesco…





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