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la nuova scheda elettoraleChissà se le schede elettorali già stampate che non prevedevano il simbolo della dc di Giuseppe Pizza verranno riciclate. Già perchè ora che è stata riammessa la Dc con un nuovo simbolo (quello di prima era troppo simile a quello di Casini e dell’Udc), bisognerà ristampare tutte le schede con la nuova aggiunta, la new entry di cui tra l’altro non avevamo bisogno…

Ora, scudo crociato più, scudo crociato meno, c’abbiamo messo 50anni per liberarcene (e nemmeno del tutto) e questi ritornano sempre…Ma mica in maniera pacifica! Vogliono persino creare un eco-impatto disastroso pur di rimanere attaccati alle loro poltrone, che poi in questi anni sono state un pò meno “loro”…

Che peccato…propongo questa volta di non mandare in Campania i rifiuti, dove peraltro Berlusconi (o il leader dell’opposizione, macheccazzataè non citare il proprio avversario???) ha già detto da buon populista che farà il sit-in di protesta, ma di mandarli dicevo a Sant’Eufemia D’Aspromonte, provincia di Reggio Calabria. Perché? Semplicemente perché è il paese natìo del segretario della rinata democrazia cristiana…

Avete voluto la bicicletta? Ora pedalate!

Fonte della vignetta: Polisblog.

supersilvio
Fonte: Polisblog.
La telefonata arriva ad un giovane italiano (“Io” nella trascrizione), residente a Sydney.
Io: “Hello ?”
Ct: “Ciao. Mi chiamo bip (ometto il nome per diritto alla privacy). Il tuo numero me lo ha dato Alessandro. Chiamo per conto di una compagnia di telemarketing per offrirti un lavoro”.
Io: “Interessante. Di che si tratta?”.
Ct: “Stiamo cercando persone che parlano italiano per chiamare i cittadini italo-australiani con diritto al voto in Italia per spiegare le modalità di voto presso il distretto di Sydney”.
Io: “Che bello! Mi sembra un bel servizio, mi interessa”.
Ct: (con voce più titubante) “C’è dell’altro. Dopo che hai spiegato le modalità di voto qui a Sydney, si deve fare propaganda per un candidato. Sai, il servizio è pagato da un candidato alle elezioni”.
Io: “Ah! E chi sarebbe questo candidato?”
Ct: “Preferiamo parlarne di persona. Comunque ti informo che è un candidato del partito di Berlusconi”.
“Forte risata da parte di entrambi…”
Io: “Scusa. A questo punto le cose cambiano. Non credo che ci riuscirei. Capiscimi, non sarei credibile”.
Ct: “No. Non preoccuparti. Immaginavo che ci potessero essere dei problemi. Ma è il PdL che ci paga per questo…purtroppo!”
Io “Almeno paga bene?”
Ct “In generale non lo so. A noi ci pagano da fame. Comunque grazie e scusa se ti ho disturbato. Continuo il giro di telefonate. Magari alla prossima non parlo di Berlusconi. Magari accetta di venirne a parlare di persona. ” (ancora forte risata)
Io: “Molte persone non accettano quando sentono di che partito si tratta?”
Ct: “Non ne hai idea”.
Io: “Bene. A quanto pare i soldi non comprano tutti. Buon lavoro”.
Fonte: POLISBLOG.it

Riguardo al caso Alitalia, Berlusconi dice sì a una public company con Air France e Klm (quando fino al giorno prima aveva detto peste e corna su Prodi e su questa svendita), purché la compagnia non perda i colori della bandiera. Con la possibilità di “un contributo da parte dello Stato”. Il giorno dopo le sue dichiarazioni sulla necessità dell’italianità di Alitalia - che avevano contribuito, tra l’altro, alle forti perdite registrate dal titolo in borsa (no, no, sei proprio bravo a svendere in questa maniera la compagnia) - Silvio Berlusconi torna a parlare dei possibili destini della compagnia. Lo fa nel salotto di Bruno Vespa, ospite di Porta a porta (quando mai non lo è, ospite de questo o quello??), dove fa il punto sul programma del Pdl, annuncia che da domani si occuperà delle candidature e si dice certo dell’esito delle urne: “Non si pareggerà”.

Riassumendo: queste elezioni in particolare sembrano una gara, una gara di rutti nazional-populisti (riesci a immaginare Silvio che ruttando dice: “Sforza Italiaaaa”??), di slogan e insulti, ma alla fine il concetto è sempre lo stesso: “chi dice che le fiabe si raccontano ai poppanti non ha tenuto conto di milioni di votanti” dicevano i Punkreas…forse una delle poche frasi azzeccate…

Quanto a Walter Veltroni, B. ne apprezza le doti di comunicatore: “D’altronde - dice - nella vita ha fatto solo quello”. Ma aggiunge, parlando di sondaggi: “La bugia è il suo mestiere“. Invece il mestiere di Berlusconi è lo stesso di Rocco Siffredi: lo mette nel culo. Svegliamociiiiiiiiiiiiiiii…

Parte del testo è stata presa da: La Repubblica. Ecco qui invece un vecchio ma sempre verde esempio di propaganda populista…

 

manifesto elettorale forza italia

Così Silvio Berlusconi ricorda il grande giornalista Enzo Biagi recentemente scomparso:

“Mi sono battuto perche’ Biagi restasse in tv, ma alla fine prevalse il suo desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto alto”.

Ma non poteva morire Berlusconi???

(Fonte: Guerrilla Radio)
  1. Biscotti al cioccolato naufragati sulle spiagge britanniche. Il dolce carico era imbarcato sulla nave Riverdance andata in avaria per il forte vento e coricatasi su un lato. Così il prezioso materiale è finito a riva sulla costa all’altezza di Blackpool. Ecco le immagini: Repubblica.it.
  2. 85.000 libri in poco più di 5 anni: Philip M. Parker, docente di marketing, è probabilmente il più veloce scrittore del mondo: circa 46 titoli al giorno. Il suo segreto? Un software in grado di comporre libri in automatico e a costi ridottissimi. Leggi l’articolo.
  3. Sciolte le camere: referendum fissati per il 18 maggio. La decisione presa questa mattina dal Consiglio dei ministri, ma dopo la rinuncia da parte di Franco Marini a formare il governo di scopo lo scioglimento delle Camere resta l’unica opzione sul tavolo con il risultato che la consultazione sul “porcellum” slitterà di un anno. L’attenzione passa quindi al sistema delle alleanze: il Pd è deciso ad andare da solo, mentre il Prc si offre per un accordo tecnico al Senato “di autodifesa” dall’attuale sistema elettorale. A questo punto penso solo che vogliamo farci male, forse siamo degli autolesionisti…
ROMA — Quasi sorpresa di dover tornare sui suoi passi, la stampa americana e britannica torna a dare risalto a Silvio Berlusconi. «È un uomo che fa notizia. Considerato che prima o poi in Italia ci saranno elezioni e concorrerà, occuparsene sarà inevitabile», osserva Ian Fisher, giornalista del New York Times che lavora a Roma da tre e anni e mezzo. Fisher ieri ha firmato, con la sua collega Elisabetta Povoledo, un articolo imperniato su questo interrogativo: «Con la caduta di Romano Prodi, gli italiani sono pronti per un’altra dose di Berlusconi?». Ripreso in prima pagina dall’Herald Tribune, il servizio è uscito mentre il corrispondente da Roma del britannico Financial Times, Guy Dinmore, sotto una vignetta con il Cavaliere ipotizzava quasi una risposta a quella domanda. Il titolo del suo articolo era: «Il grande sopravvissuto d’Italia». Sottotitolo: «Il colosso dei media ed ex primo ministro sfida i suoi necrologi politici». Nel testo, la constatazione che «la scienza moderna» ha portato Berlusconi, 71 anni, «a sembrare perfino più giovane e con più capelli rispetto al 2006, quando perse contro Romano Prodi per soli 24 mila voti».
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Ce n’è da rallegrarsene relativamente, per il fondatore di Forza Italia. Perché se nelle prime puntate della sua storia governativa, nel 1994 e nel 2001, la stampa straniera si soffermava soprattutto sul conflitto di interessi tra le sue attività pubbliche e private, adesso l’attenzione si concentra sulla sua longevità politica, inquadrata nella cornice di un’Italia restia a rinnovare la propria classe politica. «Quasi 14 anni dopo il suo primo, breve mandato come primo ministro la macchina ben finanziata di Berlusconi mostra i segni del logorio. Ha un pacemaker impiantato dopo che è svenuto in pubblico nel 2006. I suoi capelli tinti e più forti, la chirurgia plastica, il suo trucco stranamente rossastro (…), tutto questo continua a rimanere parte della ricorrente risata nazionale sotto i baffi», ha sostenuto il New York Times. Titolo: «La lunga ombra di Berlusconi porta il gelo sulla politica italiana». Per il quotidiano americano, ormai Berlusconi non è tanto una «promettente novità». È l’esser rimasto alla guida del centrodestra che lo rende nel sistema politico «la sola scelta quando cade un governo impopolare di centrosinistra come quello di Prodi». Prospettive? «Probabilmente affronterà il popolare sindaco di Roma Walter Veltroni, esperto di media e quasi 20 anni più giovane», ha aggiunto il Nyt. Riportando che Emilio Giannelli, il vignettista, sospira: «Siamo stati a disegnare Berlusconi per 18 anni, e ne siamo stanchi». Commento del quotidiano: «Molti italiani sanno che la questione principale non è tanto Berlusconi, ma lo stesso sistema elettorale italiano, un sistema che offre poche scelte agli elettori». Dice Fisher, a voce: «Abbiamo chiesto un’intervista Berlusconi da giorni. Finora nessuna risposta». Nel frattempo, Dinmore sul Financial Times ha messo in dubbio che i sondaggi sulla vittoria del Cavaliere siano «robusti» e ha fatto notare che gli alleati con i quali cercherà voti erano stati da lui giudicati «ectoplasmi », poi si sono riallineati sia Gianfranco Fini («era furioso per il modo in cui un canale tv di Berlusconi aveva trattato la sua partner più giovane») sia Pier Ferdinando Casini.

Maurizio Caprara
03 febbraio 2008

Già in passato postai un articolo tratto da “Aprile” per parlare dell’argomento “EUROPA7” dato che non se parla mai.

Oggi, 31 gennaio 2008, la Corte di giustizia europea  ha stabilito in una sentenza che il regime di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione televisiva è “contrario al diritto comunitario”. 

Infatti dal sito Rai.it si legge che:

“[...] i giudici di Lussemburgo danno quindi ragione alla Centro Europa 7 srl, che nel 1999 ha ottenuto dalle autorita’ italiane l’autorizzazione a trasmettere a livello nazionale, ma non lo ha mai potuto fare per la mancata assegnazione delle frequenze.
[...] Il Consiglio di Stato, che ha interpellato la Corte Ue, ha spiegato che il piano di assegnazione delle frequenze previsto dalla legge italiana non è mai stato applicato, mentre diverse legge hanno continuato a prorogare il regime transitorio.
L’applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa nazionale a favore delle reti esistenti“, ha scritto la Corte europea, “ha avuto l’effetto di impedire l’accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze”. Un effetto “restrittivo”. Il risultato e’ stato quello di “cristallizzarela situazione esistente e “di proteggere la posizione degli operatori nazionali gia’ attivisul mercato. Quindi, hanno concluso i giudici di Lussemburgo, l’assegnazione “in esclusiva e senza limiti di tempo delle frequenze ad un numero limitato di operatori esistenti”, che non tenga conto dei criteri “obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati” è “contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi”.

Aggiungo solo una piccola nota: non si dice in questo pessimo articolo (pessimo perché volutamente incompleto) che l’operatore già attivo che è stato favorito dal regime transitorio è Mediaset e Rete4 sarebbe dovuta andare sul satellite parecchio tempo fa (fine 2003, Sentenza Corte Costituzionale n. 466/2002). Solo che i vari governi, anche di centro-sinistra, hanno sempre procrastinato questo benedetto termine stabilito dalla Corte prorogando il regime transitorio e facendolo diventare definitivo. Così Rete4 vinse su Europa7. Chissà che ora cambi qualcosa.

Si è scoperto che la citazione di Mastella nel suo discorso ["Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine"] non era di Neruda…Fin qui niente di strano, può capitare di sbagliarsi (magari si trattasse solo di una frasetta!!!).

Il bello è invece che Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, che pubblica in Italia le opere del Nobel cileno, ha dovuto fare un comunicato. C’era scritto sia che “i versi banali” non appartengono a uno dei più grandi maestri del novecento ma soprattutto “non credo che Pablo Neruda, che ha speso la vita per grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato dal sentir citare una poesia davvero sua dalla voce di Clemente Mastella”. :D

Non ne fa una giusta. Ma perchè non va in pensione???

(fonte: La Repubblica)
di MASSIMO GIANNINI

Stavolta è finita sul serio. Il “guerriero”, come l’ha orgogliosamente ribattezzato Diliberto, si è arreso. Triste destino, quello di Romano Prodi. L’unico leader politico di centrosinistra che riesce a vincere contro Silvio Berlusconi per ben due volte, ma per una ragione o per l’altra non riesce a governare per più di 600 giorni. Il Professore ha combattuto fino all’ultimo, ridando uno straccio di orgoglio e un briciolo di dignità a quel pezzo di coalizione che l’ha sostenuto fino all’ultimo. Ma al Senato, il suo vero Vietnam, nulla ha potuto contro il “fuoco amico” dei proto-comunisti alla Turigliatto, dei soliti trasformisti alla Mastella, degli pseudo liberisti alla Dini.

Romano si è fermato a Ceppaloni. Si compie così il destino di un governo che ha finito per pagare un prezzo di immagine e di credibilità molto più alto dei suoi effettivi demeriti. Il risanamento dei conti pubblici in appena un anno e mezzo è un risultato vero, [...].


Se avesse compreso fino in fondo la strumentale irriducibilità della scelta ribaltonista consumata dalle truppe mastellate e dal manipolo diniano, oggi forse ci avrebbe risparmiato lo spettacolo, indecente per gli eletti e umiliante per gli elettori, di un Palazzo Madama trasformato in osteria, tra insulti, sputi e bocce di spumante [...].

Per il centrodestra, in mille pezzi solo fino a due settimane fa, quando le mura della Casa delle libertà erano crollate sotto i colpi di piccone della “rivoluzione del predellino” del Cavaliere, si rivede invece un orizzonte unitario. E soprattutto si riapre la strada per Palazzo Chigi. Sarà difficile se non impossibile, perfino per il presidente Napolitano, fermare la “macchina da guerra” berlusconiana, che l’uomo di Arcore vuole lanciata a folle corsa verso il voto anticipato. Con tanti saluti alla crisi dei salari, al tracollo dei mercati, al referendum di Segni e Guzzetta. Sta per cominciare, temiamo, tutto un altro film. Berlusconi Tre. La vendetta. O l’eterno ritorno. Con la stessa legge elettorale, la “porcata” di Calderoli, che ha massacrato il sistema repubblicano. Con un’altra armata Brancaleone, che andrà dal neo-fascista Tilgher al catto-populista Mastella, incrociando l’eversore padano Bossi e forse lo stesso “traditore” toscano Dini. Con l’ennesima accozzaglia di mezzi partitoni e di micro-partitini che, per garantirsi la sopravvivenza, non esitano a tenere in ostaggio un’intera nazione. Povera Italia. Meritava di più.


(24 gennaio 2008)

Mentre c’erano le votazioni al senato, mi sono immaginato Prodi…

“Bella non è” dicea lu porcu sovre lu taolacciu!

:D

”Mastella con noi? Penso che nel Popolo delle libertà vi sia spazio per tutti coloro che condividono gli stessi valori e che hanno un numero di elettori che li sostengono. Non penso quindi che esistano problemi a riguardo”. Con un annuncio-confessione Silvio Berlusconi ha spalancato le porte del centrodestra al leader dell’Udeur. Mastella, spiega, ha i voti e condivide con lui gli stessi ideali. Ovviamente non quelli cattolici: il Cavaliere, tanto per dirne una, è divorziato, mentre l’ex Guardasigilli crede talmente nella famiglia da averci creato intorno un partito. I valori in campo sono altri: si va dall’allergia a qualsiasi controllo di legalità, per arrivare sino all’irresistibile attrazione per l’ingerenza negli affari della pubblica amministrazione…(leggi tutto, dal blog di Peter Gomez e Marco Travaglio)

Il portavoce dell’ex-Capo dello Stato Sen. Francesco Cossiga rende noto che “il senatore a vita, per solidarieta’ con Silvio Berlusconi, si e’ oggi autodenunciato presso il competente Comando territoriale dell’Arma dei Carabinieri per i reati di corruzione e concussione a motivo di raccomandazione da lui fatte ai dirigenti della RAI, tra cui le piu’ importanti quelle fatte a favore delle giornaliste signora Federica Sciarelli e Donna Bianca Berlinguer.

Sono veramente senza parole…

Fonte: La Repubblica.

Per Veltroni la legge elettorale non si fa senza Berlusconi
Per Veltroni la legge elettorale si fa senza gli italiani
Per Veltroni la legge elettorale non si fa in Parlamento
Per Veltroni la legge elettorale non deve tenere conto delle tre proposte della legge di iniziativa popolare: “Parlamento Pulito”
Per Veltroni la legge elettorale si discute nei salotti dei segretari di partito, in segreto
Per Veltroni 350.000 italiani che hanno firmato per cacciare i condannati dal Parlamento valgono meno di un prescritto
Per Veltroni la legge elettorale è un fatto interno ai partiti e il referendum non si ha da fare
Per Veltroni la legge elettorale non va discussa alla Camera e al Senato sotto gli occhi del Paese
Per Veltroni…Leggi tutto l’articolo dal blog di beppe grillo

ROMA - E’ formalmente partita la contestazione disciplinare della Rai ad Agostino Saccà, il direttore di Rai Fiction che nei giorni scorsi si è autosospeso dall’incarico in seguito all’inchiesta della procura della Repubblica di Napoli su un presunto caso di corruzione che lo vede coinvolto relativamente al suo ruolo e che chiama in causa anche Silvio Berlusconi. Fortuna che avevano parlato di “tempi rapidi”. Era ora.

Sono uscite le intercettazioni tra Agostino Saccà e il cavalier (ma de che?) Berlusconi…

eccole qua…direttamente dal sito di repubblica…

L’inciucio fa spavento…ormai se ne fregano se li spiano o meno perchè tanto non gli faranno un cavolo mai e poi mai!!! Che schifo!

“L’avete capito o no che è stata tutta una montatura?”. Lo ha detto Silvio Berlusconi replicando alla domanda se fosse contento per la vittoria mondiale del Milan, ‘dopo tutto cio’ che era accaduto, come, per esempio, Calciopoli. “Qualche club aveva influenza e l’ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto”.

Ora, o io sono stupido (il che è probabile) oppure questa frase si contraddice da sola: se qualche squadra aveva influenza  e l’ha fatta valere significa che c’è stato qualche “inciucio”…quindi calciopoli aveva motivo di venir fuori, o no?

Bah, sarà l’ennesima balla di Berlusconi? La nuova Ballopoli?

La frase della settimana [prossima]

Grazie a dio, le strade della perdizione sono infinite. (Massi)

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