Se la sicurezza significa ronde e spie…
Scrive Il Tempo oggi (martedì 28 aprile per chi non lo sapesse) che “forse è tardi, ma il governo prova comunque a correre ai ripari. [...] L’esecutivo cerca di salvare il salvabile“. La domanda sorge spontanea: cosa c’è di salvabile??? Niente, ma vediamo cosa ne pensa il governo…
La situazione è questa: ovunque si protesta contro la norma che prevede i medici-spia ovvero togliere quel divieto che impediva ai medici di denunciare i clandestini che si andavano a curare. Così i clandestini non si vanno più a curare con grossi rischi per l’intera popolazione e la conseguente emersione di un “mercato” sanitario illegale e clandestino, senza garanzie. A tal proposito leggi l’articolo su www.60019.it
Altro nodo: Dopo la brutta figura rimediata sulla norma, non approvata, che prolungava il periodo di permanenza dei clandestini nei Centri di identificazione e espulsione da due a sei mesi, la norma sui Cie è stata lievemente modificata, nella stessa direzione ma con minore intensità. In caso di ritardi o di non cooperazione nel rimpatrio da parte delle nazioni di origine, gli immigrati possano essere trattenuti per 30 giorni più altri 30. Sono previste ulteriori proroghe di 60 giorni più altri 60 “fino ad un periodo massimo complessivo non superiore a 180 giorni”. In pratica si trattiene l’immigrato finchè il paese non collabora nelle operazioni di identificazione e rimpatrio. Se quelli sono scappati da situazioni di guerra e povertà, tu li tieni qui per poi rispedirli a casa dopo averli ammassati in centri disumani e soprattutto dando la colpa al loro paese. E’ l’inizio della fine.
Il governo ha deciso di riproporre anche le «ronde» (nella formula già bocciata da Senato e Camera) mentre dovrebbe essere tolta la contestata norma che prevedeva l’oscuramento dei siti internet in caso di apologia o istigazione a delinquere che tante riserve aveva suscitato da parte del «popolo di internet». Il condizionale è d’obbligo visto che la polemica politica continua ad essere accesissima.
Sulla norma e sulla riproposta delle ronde et similia, si sono espressi negativamente tutto il Pd-L, l’Udc, l’Idv, i franchi tiratori del Pd+L e Gianfranco Fini che forse sta rinsavendo. Cronache de nojaltri!
Influenza da suini, il caos. I maiali: “Noi non c’entriamo”
Influenza da suini, scoppia il caos: allertate le protezioni civili di mezzo mondo. I suini rispediscono le accuse al mittente: “Noi non c’entriamo nulla”!
La malattia, che presenta sintomi del tutto simili ai sintomi del tutto simili ai sintomi del tutto simili ai sintomi del tutto simili a quelli di una normale febbre, solo in forma un pò più accentuata, sta facendo parlare di sè: secondo quanto riportato dal giornale spagnolo El Pais, con la chiusura delle scuole e la sospensione delle lezioni, dalle primarie all’università, le autorità messicane vogliono prevenire nuovi contagi.
Il virus dell’influenza dei suini è nuovo e sconosciuto ma bisognerà aspettare le analisi sulle sue caratteristiche genetiche per avere le risposte sulla sua natura. Gli esperti stanno valutando i rischi di una nuova pandemia di influenza, la quarta dopo la Spagnola del 1918, l’Asiatica del 1957 e la Hong Kong del 1968.
La velocità con la quale si sta diffondendo nelle ultime 24 ore fa pensare a un virus “potenzialmente pandemico”, come ha rilevato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
Non è possibile ammalarsi di influenza da suini mangiando carne di maiale o prodotti derivanti da carne suina. Però cuocetele almeno oltre i 70 gradi.
Già in fase di studio un vaccino che sarà pronto tra sei mesi: nel frattempo cazzi vostri e mangiate wurstel di pollo!
Lasciano i tre piccoli figli in pizzeria e scappano
Quando l’ho letto non ci volevo credere…ma la gente che cazzo c’ha nella testa?
La storia praticamente s’è svolta così:
Un uomo e una donna di Finnentrop (Germania), con i loro tre figli di 6-4 anni e il terzo di 7 mesi, domenica 19 sono andati in una pizzeria di Aosta verso le 20:30. Alle 21:15 i due adulti – Ina Remhof, 26 anni, e Sasha Schmidt, 24 anni – escono per fumarsi una sigaretta e non rientrano più.
Alle 21,30 il titolare del locale è uscito a cercare la coppia ma non ha trovato più nessuno e avvisato la polizia. L’auto della coppia è stata trovata più tardi, poco lontano dal locale: ma di loro, nessuna traccia. Sulla vicenda indaga la procura. Ora sono in corso le ricerche, in Italia ma anche all’estero, attraverso l’Interpol. Sembra che fossero in cattive acque. E ‘na madonna! Continua a leggere l’articolo su Repubblica.
The Pirate Bay, un anno di carcere e maxi-multa
I tre responsabili del sito The Pirate Bay e il loro finanziatore sono stati condannati a un anno di prigione ciascuno e a 2,7 milioni di euro di multa complessivi, ma ricorreranno in appello. Lo stabilisce la sentenza del processo conclusosi nel tribunale di Stoccolma. Anche se l’80% del materiale scambiato su Pirate Bay è legale, la baia dei pirati è stata condannata per aver facilitato la pirateria. In Svezia proteste davanti al tribunale hanno seguito il verdetto. La lettura della sentenza dovrà chiarire se un motore di ricerca sia responsabile o meno per gli eventuali reati commessi dai suoi 25 milioni di utenti.
Ora il punto sarà conoscere i termini e le motivazioni della sentenza, per capire perché è stato condannato un sito che in fondo è solo un “open database” di file torrent, più sofisticato di semplici Internet link, insomma, un motore di ricerca come Google: “Sollecitati dalla stessa query wall-e, il film della Pixar, Google dà la possibilità di scaricare 5.800 file torrent mentre la Baia di pirati solo 979. Meno di un quinto“.
Pubblicità, tempo due anni e il telefonino ci seppellirà di spot
Ovviamente a dirlo non sono io, ma un articolo apparso su Affari e Finanza (supplemento de Il Lunedì di Repubblica) del 9 marzo 09. Il succo ve lo cito qui, poi se volete vi metto a disposizione il testo dell’articolo così se avete voglia lo leggete da soli che male non vi fa!
Allora, la situazione è questa: nel mondo ci sono 4 miliardi di cellulari palmari e simili mentre un “solo” miliardo di pc. Il mercato pubblicitario sta guardando con interesse già da tempo il dispositivo più utilizzato al mondo: non la lavatrice ma il telefonino con cui “giochiamo” ogni momento della nostra inutilissima vita. La raccolta degli investimenti è ancora minima, ma, assicurano gli espertoni, tutto è pronto per il decollo su questo nuovo “medium”.
Manca all’appello un pò più di presenza degli smartphone con i loro browser e il Gps, che colpa non loro, sono ancora poco diffusi. Tranquilli, in un paio di anni la situazione si risolve e noi saremo invasi dalla pubblicità anche su quella che consideriamo una nostra protesi (se dell’orecchio, della mano o del pisello, scegliete voi!). Ecco qui il Pdf dell’articolo così potete andare avanti nella lettura. L’immagine è un trancio preso dall’articolo. Tutti i diritti sono di Affari e Finanza. La nostra quiete pure.







