La Gazzetta del Mononeuronico

Mononeuroniche news…se non ora, dove??

Critiche su critiche: la sicurezza di ammalarsi

Concittadini (in rete, si, siamo concittadini)! Amici! Fratelli (meglio le sorelle, però)! Non leggete quanto sto per scrivere poiché sono sempre le solite sciapate!

Non parlerò di questioni serie come la vicenda di Eluana Englaro, dato che ormai lo fanno tutti, senza dire cose sensate: se proprio dovete aprire bocca e dare aria al vostro neurone, vi prego e mi rivolgo a tutti, prima informatevi bene e non vi lasciate ingannare Il nano pelato soprannominato Al Tappone da Marco Travagliodall’informazione italiana. Vi siete mai chiesti perchè non abbiamo visto una sua foto dopo il coma ma solo le foto prima dell’incidente? Fa brutto per caso accettare la morte (con 17 anni di coma) di una ragazza sorridente? Chiediamolo al padre…

E alla fine ne ho parlato pure io, nonostante siano solo 4 righe. Ma in realtà la scusa per cui l’ho introdotto ‘sto discorso è sempre e solo lui: Berlusconi. Quello che mi da più fastidio non è tanto il tentativo di salvare una persona (a livello di principio, ci mancherebbe altro!) sebbene in coma da 17 anni. Mi da fastidio il falso moralismo di Berlusconi & Co. Mi da fastidio la faccia preoccupata di Gasparri al Tg1 di ieri (5 minuti di intervista senza possibilità di replica), mi da fastidio Maroni. Ma soprattutto il nano pelato (Al Tappone, grazie Marco!) quando se ne esce con frasi del tipo: “Noi non siamo per la morte, noi siamo per la vita, noi siamo il partito della vita”! E Rapinavano con le maschere di Berlusconi e Dell'Utri un bel “Ma vaffanculo!” non ce lo metti??

Fortuna che di Berlusconi se ne può parlare in ben altra maniera. Per esempio si può dire che viene preso come  modello da imitare: già peccato che i suoi discepoli siano dei ladri e che venga preso come modello per fare rapine! Proprio così: fare rapine. A Torino sono stati presi due rapinatori, due fratelli, Matteo e Michele Manganaro, di 46 e 45 anni, che avevano appena messo a segno un colpo da circa 70.000 euri, indossando le maschere di Berlusconi e Dell’Utri. La cosa buffa è che non possono nemmeno denunciarli per il leso diritto all’immagine: non ci crederebbe nessuno!!! A questo punto sono curioso di sapere che maschera aveva il terzo complice, riuscito a scappare. Tiro a indovinare: Mangano???

Ridiamoci su dato che per piangere c’è sempre tempo. Facciamo come Mickey Rourke, che posando per i fotografi ai Elle Style Awards di Londra, mostra per benino il suo dente d’argento (nemmeno fossimo sul set dei Pirati dei Caraibi!).

Fa poco ridere invece il disegno di legge sulla sicurezza che Famiglia Cristiana ha bollato come antirazziale, frase per cui Maroni invece s’è un pò risentito e ha pensato bene di denunciare il settimanale. Tra le varie misure che verrebbero introdotte c’è persino la stupidaggine abolire il divieto per i medici di denunciare i clandestini che si vanno a curare. Risultato: i clandestini non si andranno a curare. Con evidente miglioramento delle condizioni di salute generali, per cui io adesso andrò a passeggio, a scuola, in chiesa con la sicurezza di ammalarmi. Perchè, sempre grazie al sommo, questi poveri cristi piuttosto che rischiare il rimpatrio, rischiano la pelle. Come risposta al ddl voluto dalla Lega Nord, sul camice bianco è ora comparso un adesivo rosso con una frase che pare la rivisitazione dell’antico giuramento d’Ippocrate: “Non siamo spie!”

E’ una bella giornata, va tutto bene…

11 febbraio 2009 Pubblicato da | Attualità, Cronaca, Humor, News, Non ci resta che piangere, Politica, Religione | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Maroni denuncia Famiglia Cristiana

Scintille tra Famiglia Cristiana e Maroni "Leggi razziali". "Falso, vi denuncio"Scintille tra Famiglia Cristiana e Maroni.

Il settimanale torna all’attacco del ministro dell’Interno e bolla come “leggi razziali” alcune misure introdotte nel disegno di legge sulla sicurezza, la possibilità concessa ai medici di denunciare i clandestini malati e l’opportunità per i cittadini di organizzarsi in ronde di quartiere. Parole già comparse sul settimanale dei Paolini dopo la scelta di prendere le impronte ai bambini rom, ma questa volta il ministro dell’Interno ha replicato con una denuncia: “Contro un’aggressione premeditata da parte di chi usa consapevolmente la violenza di affermazioni false per combattere chi ha opinioni diverse dalle proprie – scrive Roberto Maroni – ho dato mandato di agire in sede civile e penale”. Leggi tutto

Una scenetta stile 3 elementare. Solo che guarda un pò queste persone rappresentano gran parte della popolazione. Chemmmerda!

9 febbraio 2009 Pubblicato da | Politica, Cronaca, Religione, Attualità, Non ci resta che piangere | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il Vaticano sul caso Williamson: il papa non sapeva

Per commentare bene la giornata, come poteva mancare qualche riga sull’inutile papa? Non ci avrei dormito stanotte per cui…

"Williamson ritratti se vuole rientrare nella Chiesa"Scrivono sia Ansa che Repubblica che con una nota della segreteria di stato, il Vaticano  prende posizione contro le affermazioni del vescovo lefebvriano Richard Williamson sulla Shoah. Il vescovo dovrà ritrattare le sue dichiarazioni negazioniste “per essere ammesso a funzioni episcopali nella Chiesa”, prendendo “in modo assolutamente inequivocabile e pubblico” le distanze dalle affermazioni con cui ha negato lo sterminio degli ebrei. Prosegue la nota, aggiungendo un particolare raccapricciante: le affermazioni del vescovo pazzoide non erano “conosciute dal Santo Padre nel momento della remissione della scomunica. Del tipo che si scomunica gente a caso…giusto per ridurre il numero dei dissidenti? E poi, voi “consiglieri”, che ci state a fare?? Possibile che nessuno fosse a conoscenza delle sue opinioni???

4 febbraio 2009 Pubblicato da | Attualità, Humor, Politica, Religione | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

De personalizzazione, iGoogle et Web 3.0

Grazie alla digitalizazione feroce e invadente, siamo entrati oggi (già da un pezzo in realtà, ma come ho detto altre volte io arrivo sempre in ritardo!!!) in un era decisamente diversa, cambiata, dove i principi sono altri da quelli che hanno caratterizzato i tempi che furono.

Se prima del digitale eravamo davanti a un bisogno (indotto o spontaneo, non è questo il punto), a una volontà di comunione, di socialità, di condivisione che riguardava tutti gli aspetti della vita di una persona, quello che adesso importa e che assume un valore “centrale” è il fattore PERSONALIZZAZIONE.

Cosa significa? Significa che le nuove tecnologie, i nuovi linguaggi e codici, i nuovi softwares vengono progettati per dare risalto ai gusti, agli interessi, al mondo di una persona e poterlo fare per tutte le persone o potenzialemente per il maggior numero possibile. Una specie di mass customization, che Wikipedia definisce così (in maniera vaga ma interessante come spunto di partenza):

“La mass customization (espressione inglese traducibile come personalizzazione di massa) è la strategia di homepage_igoogleproduzione di beni e servizi orientata a soddisfare i bisogni individuali dei clienti e contemporaneamente preservare l’efficienza della produzione di massa, in termini di bassi costi di produzione e quindi prezzi di vendita contenuti”.

Chiaro, questa è una definizione incentrata esclusivamente sull’aspetto economico-produttivo di un bene da cui poi il settore industriale possa trarre benefici. In pratica si tratta di poter produrre per tutti qualcosa che poi ognuno possa diversificare in qualche caratteristica, cioè, tanto per fare un esempio:

“******** Sport effettua la totale personalizzazione dell’equipaggiamento sportivo anche su capi già a vostra disposizione. Rendere esclusivo un prodotto sportswear come vuole il cliente è il nostro compito. La serigrafia interna e l’abilità del personale tecnico ci consentono di personalizzare con i moderni sistemi di stampa e di ricamo” maglie, tute, kit da gara, striscioni, gadgets, borse, cappelli, ecc. ecc.

Ora il prodotto non ci interessa. Quello su dobbiamo focalizzarci è il concetto di personalizzazione. Che ripeto, non significa solo poter mettere la nostra firma sulle scarpe alla moda che potrebbero avere tutti ma che in questa maniera sono ancora più fighe delle altre “normali”. Questo concetto, nemmeno troppo difficile da capire, in realtà racchiude sotto di sè anche un passaggio tecnico e tecnologico dal Web 2.0 al Web 3.0.

Se al Web 2.0 corrisponde il “vecchio” concetto di condivisione (del proprio mondo con gli altri), al Web 3.0 dovrebbe essere legato il termine personalizzazione. Lo è? Per qualcuno si. In un articolo del britannico Guardian, la scrittrice Jemima Kiss suggeriva che il Web 3.0 dovrebbe essere incentrato sulla segnalazione (anche se forse “indicizzazione” è più adatto, nota mia) e personalizzazione, mentre il 2.o era incentrato sull’interazione. Continua Josh Catone di ReadWriteWeb così: …”Con l’utilizzo di Last.fm e della bacheca per gli avvisi di Facebook, tanto per fare un esempio, la Kiss ha disegnato un’immagine del web dove i servizi per le indicazioni personalizzate possono portarci informazione sulla musica recente, sui nuovi prodotti, su dove mangiare. E’ il sogno dei produttori e dei commercianti” e non è tanto lontano dalla realtà. Anzi.http://www.voidspace.org.uk/python/articles/images/minority-report.jpg

Per qualcun altro invece non è del tutto vero. Un commento infatti all’articolo della Kiss recitava più o meno così: “la personalizzazione riguarda il web 2.5. La versione 3.0 sarà la comunicazione istantanea in tempo reale che aderirà a certi protocolli e media. Il web 3.0 sfrutterà ancor di più la tecnologia a banda larga e l’informatica avanzata”. Un momento! Finora nessuno ha parlato di Web 2.5: che storia è questa??? per quanto mi riguarda immagino che il web 2.5 del commento e il 3.0 degli espertoni di comunicazione coincidano, solo con qualche problema tassonomico: le definizioni sono molto vaghe e incerte. Ma, a parte il commento (è anche abbastanza banale) che prospetta un futuro quasi alla Minority Report (vedi foto), la visione di web 3.0 di Camilla Cannarsa è invece molto più “intima”: propone infatti un’idea di web come “la mia casa, il mio nido che mi protegge dall’esterno e sa quel che voglio perché l’ho organizzata secondo le mie esigenze e secondo il mio gusto personale. A casa mia sono perfettamente a mio agio, sempre. E a casa mia, sono io che decido a chi aprire o non aprire la porta. L’insieme di queste idee è secondo me il web 3.0″.

Effettivamente molti indizi sembrano condurre in questa direzione. Ma il problema che mi pongo io è: se fosse veramente così il futuro prossimo (passatemi il termine), evidentemente io una volta uscito di casa mi dovrei per forza di cose sentire a disagio, perdermi, provare frustrazione e altrettanto sicuramente non riuscirei più a comprendere gli altri da me. Sarei in balia dei sistemi di comunicazione e, a questo punto, di tutto ciò che vi ruota attorno, produttori di software, di informazione su misura o di scarpe personalizzabili che siano.

Per me e il mio povero neurone, la personalizzazione vuol dire poter modificare la home page del browser, del tipo che posso scegliere con iGoogle se vedere un bel villaggio invernale o un tipico tramonto caraibico (ho scoperto l’altro giorno che poi il sole si sposta e l’immagine cambia tonalità col passare delle ore come se fosse la mia finestra di casa, sul serio!, vedi la foto sopra…), poter decidere quali riquadri (voglio ascoltare la radio sul web? Voglio essere aggiornato dall’Ansa??) aggiungere, poter essere raggiunto dai feed cui mi sono iscritto e cose simili. Ma quasi certamente questo è un utilizzo del web ridotto e riduttivo. E se i servizi del web 1.0, ormai obsoleti, sono passati e si sono trasformati in quelli del 2.0 che ora tutti utilizziamo a pieni click, come fa la casa di prima (della scrittrice Cannarsa) a essere già evoluta nel 3.0?? In quale mondo viviamo?

Dopo aver dato un’occhiata intorno, dopo aver visto che la personalizzazione l’abbiamo ed è anche troppa, dopo aver visto che non ci capiamo nè coi nostri vicini nè con gli altri, che siamo in balia dei sistemi di comunicazione ecc ecc, siamo sicuri di non essere già dentro (senza essercene accorti) al 3.0???

3 febbraio 2009 Pubblicato da | Tecnologie, Attualità | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Calcio a 5, serie D/B marche: ecco la 15 giornata

Sport - Calcio a 5La 15a giornata del calcio a 5 marchigiano (serie D, girone B) non stravolge la classifica che rimane più o meno invariata. Restano a pari punti (38 pt.) sia il Buldog Tnt di Lucrezia che l’Olimpia Ostra Vetere, seguiti dal Pedini Uk e più distaccati dall’Eta Beta Football, ripartito bene in questo girone di ritorno con due vittorie di fila. Vince il Cagli sul Castelvecchio, rimanendo così in zona playoff. Subito sotto troviamo le sconfitte del Real San Costanzo e Real Laurentina a opera delle prime della classe. Scendendo ancora troviamo un  PonteSasso giovato dalla clamorosa vittoria sul Calcinelli maturata negli ultimi minuti, con un gran recopero di ben 3 goal. Infine chiude la classifica un quintetto composto da: Amici del centro sportivo, Busby Team (vincente sul seguente), Monterado, Forum calcetto e Calcinelli.

Ennesima sconfitta quindi per il Monterado che inizia male l’anno (sconfitta 8-2 contro l’Eta Beta) e prosegue peggio con quest’occasione persa di lasciarsi alle spalle la terz’ultima posizione. I ragazzi di mister Casagrande partono bene, attaccano, anche se non con il massimo della grinta, ma efficacemente: vanno in vantaggio dopo i primi minuti di studio, rischiando qualcosina nei contro piedi. la reazione del Busby Team non tarda ad arrivare: grazie a dei cambi azzeccati e a qualche incertezza difensiva, i gialloblu di Fossombrone agguantano un bel pareggio su azione corale e il sorpasso su un rapido scambio uno-due. Finisce il primo tempo con lo Sporting Monterado in attacco: tiro di Mononeuronico (parato), azione Tarsi-Ceccacci-Casagrande (deviata), un’occasionissima per Zambelli (che non aggancia il pallone), ma il pareggio non arriva.

Inizia il secondo tempo e sembra che il Monterado sia meno convinto di prima: a parte qualche volenteroso, è questa la partita in cui sono mancati i perni del solito gioco monteradino: il capitano Tarsi e il vice Carboni. Allora entrano nella mischia prima Borri, che prova a farsi vedere con dei buoni movimenti, poi Londini che anticipa, su un campanile di Mononeuronico, il portiere del Busby per il pareggio, infine Petrolati, per gli ultimi assalti dei gialloverdi che però non portano bene. Il goal vittoria del Busby, ottenuto appena dopo il pareggio, con il Monterado sbilanciato in avanti, cancella la possibilità di salire un pò e avvicinarsi agli Amici del centro sportivo, quint’ultimi.

Venerdì sera, 6 febbraio, sarà ancora sfida tra Monterado e Fossombrone: gli sconfitti di questo turno ospitano infatti il Forum Calcetto, squadra che all’andata vinse per 6 e 3. Speriamo bene…

Tutti i risultati e la classifica aggiornata li trovate su: SENIGALLIA LIFE.

2 febbraio 2009 Pubblicato da | Sport | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

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