Piena solidarietà a Marco Travaglio. Dopo il finto “scandalo” per le dichiarazioni di Travaglio sulla seconda carica dello stato, il presidente del senato Renato Schifani, è già partito il tam-tam dei “botta e risposta”: nessuno però che contraddica la veridicità delle affermazioni (primo criterio deontologico del giornalista, tanto per rispondere a chi lo critica di non rispettare le regole della professione!), o che si ricordi che erano già state pubblicate su alcuni libri ben due anni fa…

Quindi non si capisce perchè ci sia stato quest’attacco (oltre alla querela, che già di per sè dovrebbe far tacere tutti gli altri)…Inoltre, il fatto che la direzione della trasmissione sia sempre a conoscenza di quanto gli ospiti diranno (a parte le improvvisate da bestia di un tale di nome Sgarbi) o almeno di quali argomenti tratteranno, lascia presupporre solo delle ipotesi maliziose. Ma si sa: a pensar male ci si azzecca sempre. Ecco perchè è risaltato fuori lo spunto per “indicare” dei preziosi principi per il cda della Rai, che guarda caso si dovrà rinnovare tra meno di un mese

Tra tutte le voci fuori luogo che hanno sparlato a vanvera, solo una (Di Pietro, Italia dei Valori) ha dato un minimo di sostegno al giornalista…Oltre che al diritto di cronaca infatti, in appoggio a Travaglio c’è anche il famoso principio dell’interesse collettivo: cioè io, normalissimo cittadino, ho interesse a che certe notizie vengano fuori. E se non vi basta, possiamo chiamare anche il diritto all’informazione, ovvero ad essere correttamente informato…L’altro piatto della bilancia, d’altro canto, si riempie con il diritto della persona citata a non vedersi diffamata o lesa nell’onore o nell’immagine…tutti principi costituzionali che dovrebbero ribattere il diritto di cronaca ma che in realtà non riempiono il piatto perchè…sono tutte affermazioni vere.

Aspettiamo di vedere come Marco travaglio verrà emarginato, ridotto al silenzio e infine cacciato dalla Rai ecc ecc, oppure ci impegniamo a far circolare qualche notizia, così il nostro mito sarà in buona compagnia? Così, tutti coloro che pensano che l’immagine dell’Italia sia stata lesa da un arrogante, avranno modo di pensare che magari non siamo solo fatti di pizza, mandolino e mafia, come sostengono all’estero. Se questo avverrà, sarà solo grazie al fatto che almeno una voce fuori dal coro c’è. E che, per fortuna per noi, ancora afferma, parla, grida.

Per ulteriori info e commenti: La Repubblica e DarioFo.it