In un precedente post scrissi che per proseguire gli studi c’erano tutti gli ingredienti: la necessità di iniziare a guadagnare qualche soldino, il fatto che mi mancavano (solo) due esami + tesi, la volontà di scappare dalla terra natìa e dalla materna chioccia. Ciò che mancava era solo la voglia di studiare…Beh, uno si rimbocca le maniche e ci si mette, si potrà obiettare. Giusto! e così feci…

protesta civileIeri la tremenda notizia: affisso al portone d’ingresso della biblioteca comunale, stava un foglio recante i nuovi orari d’apertura della struttura stessa. Non so in quale città - che conta parecchi utenti - si può mai pensare di chiudere la biblioteca (unica, tra l’altro!) alle 18:00!!!!! Ma siamo matti? Ma così mi spezzi il pomeriggio, e, cosa ancora più grave e importante, dai un’incredibile mazzata alla mia già debole voglia di studiare! Cioè, in pratica viene a mancare il posto dove poter leggere quei noiosissimi libri che costano pure diverse ore di lavoro…

Cosa ci può essere di peggio di questa situazione considerato che a casa non si riesce a studiare? La nuova disposizione, dettata, credo da esigenze economiche comunali (pagare il personale), dall’assessorato alla cultura sembra un controsenso, sembra dire: “Ti metto a disposizione una struttura dove poter studiare ma ti impongo degli orari del cazzo, così non mi ci vieni“.Io

Oggi è stato il primo giorno di chiusura anticipata, e già stava quasi scattando la protesta: spontanea, genuina e assolutamente pacifica, ma segno che la volontà di stare a studiare qualcuno ancora ce l’ha. Incredibile ma vero: tra quei volenterosi c’ero pure io. Eccomi in una foto!

Uffa, proprio ora che bene o male m’era tornata la voglia di darmi da fare…(o forse ero costretto??) E adesso che farò da metà pomeriggio in poi? Vado a zonzo?? Gioco a calcetto? Ci sono: un aperitivo a oltranza…Grazie assessore: il mio povero fegato se la prenderà con lei!