La storia di Aldo Bianzino
Un’altra pagina di cronaca nera nerissima per l’Italia:
“Aldo Bianzino faceva il falegname.
Aveva 44 anni e tre figli.
Aveva studiato al conservatorio e suonava l’harmonium.
Aldo Bianzino abitava in Umbria, a Pietralunga, in un casale di pietra tra i monti. Aveva gli occhialetti tondi, la lunga barba bionda, la faccia da falegname che suona l’harmonium: una faccia carina. Roberta, la sua compagna, madre del figlio più giovane Rudra, é più grande di lui. Insieme ad Aldo Roberta e Rudra abita anche la mamma novantenne di Roberta .
Aldo Bianzino fumava le canne e coltivava marijuana nel bosco. Un venerdì notte, era il 12 ottobre, è stato arrestato insieme a Roberta e portato nel carcere di Capanne a Perugia. Rudra e la nonna sono rimasti soli nella casa di pietra, ad aspettare notizie, a cercare di capire cosa diavolo stava succedendo.
Domenica mattina hanno liberato Roberta, dicendole bruscamente che Aldo era morto quella notte. Non si è capito come è morto, Aldo Bianzino. Si parla di costole fratturate, di lesioni interne, di commozioni cerebrali, di asciugamani bagnati, di botte, ma non si sa ancora niente di preciso.
L’unica cosa che si sa è che Aldo Bianzino, nel Carcere di Capanne, vi è entrato in buona salute e, in isolamento, è stato ucciso.
Fonti: http://veritaperaldo.noblogs.org/; Articolo21.info; Beppegrillo.it;
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