La Gazzetta del Mononeuronico

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Onu: si alla moratoria sulla pena di morte proposta dall’Italia

NEW YORK - L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha detto sì alla proposta di moratoria sulla pena di morte. La decisione dell’Onu è una vittoria per l’Italia che ha portato avanti l’iniziativa. 104 Stati hanno votato a favore, 54 contro e 29 astenuti.

Con l’approvazione della moratoria è stato premiato il grande lavoro diplomatico non solo dell’Italia, ma della Francia e dell’Unione Europea insieme al contributo dei co-autori della Risoluzione e, tra i tanti, Messico, Brasile, Nuova Zelanda, Gabon e Filippine.

La risoluzione sulla pena di morte approvata oggi dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha un’importanza storica senza precedenti, anche se ancora un valore puramente simbolico.

Il documento infatti non è vincolante, ma il significato morale è grande. Il testo esorta tutti gli stati che hanno ancora la pena di morte a “stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione” della pena capitale, e invita a ridurne progressivamente l’uso e il numero dei reati per i quali può essere comminata, rispettando gli standard internazionale a garanzia dei diritti dei condannati.

Fonte: La Repubblica

Il tutto accade in un momento in cui in Italia cadono uno dopo l’altro i lavoratori del settore edile, gli operai muoiono nei loro posti di lavoro che bruciano…Noi la pena capitale non l’avevamo, ma il bisogno di lavorare si. E il bisogno di morire per lavorare, quello proprio no.

18 dicembre 2007 Pubblicato da | Politica | , , , , , , | Lascia un commento

La storia di Aldo Bianzino

Un’altra pagina di cronaca nera nerissima per l’Italia:

Aldo Bianzino faceva il falegname.
Aveva 44 anni e tre figli.
Aveva studiato al conservatorio e suonava l’harmonium.
Aldo Bianzino abitava in Umbria, a Pietralunga, in un casale di pietra tra i monti. Aveva gli occhialetti tondi, la lunga barba bionda, la faccia da falegname che suona l’harmonium: una faccia carina. Roberta, la sua compagna, madre del figlio più giovane Rudra, é più grande di lui. Insieme ad Aldo Roberta e Rudra abita anche la mamma novantenne di Roberta .
Aldo Bianzino fumava le canne e coltivava marijuana nel bosco. Un venerdì notte, era il 12 ottobre, è stato arrestato insieme a Roberta e portato nel carcere di Capanne a Perugia. Rudra e la nonna sono rimasti soli nella casa di pietra, ad aspettare notizie, a cercare di capire cosa diavolo stava succedendo.
Domenica mattina hanno liberato Roberta, dicendole bruscamente che Aldo era morto quella notte. Non si è capito come è morto, Aldo Bianzino. Si parla di costole fratturate, di lesioni interne, di commozioni cerebrali, di asciugamani bagnati, di botte, ma non si sa ancora niente di preciso.
L’unica cosa che si sa è che Aldo Bianzino, nel Carcere di Capanne, vi è entrato in buona salute e, in isolamento, è stato ucciso.

Fonti: http://veritaperaldo.noblogs.org/Articolo21.info; Beppegrillo.it;

18 dicembre 2007 Pubblicato da | Cronaca | , , , , , , , , , , , | 1 commento

   

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